Che cosa si intende per Concordato Preventivo Biennale?

Verrà presto introdotto in Italia il Concordato Preventivo Biennale, una misura prevista nella riforma fiscale, mirata a semplificare e stabilizzare le questioni fiscali per i “contribuenti di minori dimensioni”. Il Concordato Preventivo è accessibile ai soggetti ISA e ai contribuenti forfetari, a condizione che soddisfino determinati criteri, come avere un punteggio di affidabilità fiscale almeno pari a 8 e non avere debiti tributari o previdenziali superiori a € 5.000.

L’adesione al Concordato obbliga il contribuente a dichiarare un reddito o valore della produzione “concordato”, e non modifica gli obblighi contabili e dichiarativi ordinari, né influisce sull’applicazione dell’IVA. La procedura del Concordato è delineata in quattro fasi principali: preparazione dei dati necessari per l’elaborazione della proposta di concordato da parte dell’Agenzia delle Entrate; invio di questi dati all’Agenzia; formulazione e comunicazione della proposta di concordato al contribuente; e infine, l’adesione o il diniego della proposta da parte del contribuente.

È interessante notare che per il primo anno di applicazione del Concordato, sono previsti termini estesi per la presentazione dei dati e l’accettazione della proposta. Inoltre, vi sono specifiche disposizioni per i soggetti ISA, tra cui la possibilità di migliorare il proprio punteggio ISA e l’ammissione al concordato anche in presenza di debiti, purché questi siano oggetto di provvedimenti di sospensione o rateazione.

Nel complesso, il Concordato rappresenta un’importante evoluzione nel panorama fiscale italiano.

Quali vantaggi offre il Concordato Preventivo Biennale?

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) offre diversi vantaggi ai contribuenti di minori dimensioni che rientrano nei criteri stabiliti. Ecco alcuni dei principali benefici:

1. Stabilità e Prevedibilità Fiscale: Il CPB permette ai contribuenti di definire in anticipo il reddito o il valore della produzione per un periodo di due anni. Questa stabilizzazione del reddito imponibile aiuta le imprese a pianificare meglio le loro finanze, riducendo l’incertezza fiscale.

2. Semplificazione delle Procedure Fiscali: Attraverso il CPB, i contribuenti possono semplificare le loro interazioni con l’Agenzia delle Entrate, grazie a una procedura standardizzata e all’utilizzo di strumenti informatici per la presentazione dei dati necessari.

3. Riduzione del Rischio di Contenziosi: Con un accordo sul reddito o sul valore della produzione, diminuisce il rischio di future controversie o controlli fiscali, poiché l’accordo è basato su una proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate e accettata dal contribuente.

4. Accessibilità per Piccole Imprese: Il CPB è specificamente progettato per essere accessibile ai contribuenti di minori dimensioni, inclusi i soggetti ISA e i contribuenti forfetari, fornendo loro un mezzo più gestibile per affrontare le questioni fiscali.

5. Maggiore Efficienza nella Gestione delle Imposte: Per i contribuenti che aderiscono al CPB, la gestione delle tasse diventa più efficiente, consentendo loro di concentrarsi su altre aree della loro attività anziché su complesse questioni fiscali.

6. Flessibilità in Caso di Debiti: Il CPB consente l’accesso anche ai soggetti con debiti tributari o previdenziali, a patto che questi debiti siano in sospensione o rateazione, offrendo così una certa flessibilità a chi si trova in situazioni finanziarie complesse.

In sintesi, il CPB offre ai contribuenti idonei un mezzo per ridurre l’incertezza e la complessità nelle loro obbligazioni fiscali, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo e la crescita del proprio business.

 

dott. Mario Clericuzio – Dottore Commercialista e Revisore Legale