Nuove agevolazioni per le lavoratrici madri: il cosiddetto Bonus Mamme

L’INPS, con la circolare n. 27 del 31 gennaio 2024, ha introdotto importanti novità relative all’esonero contributivo per le lavoratrici madri, in linea con le politiche di sostegno alla famiglia promosse dalla Legge di Bilancio 2024. Questo provvedimento, che rientra nelle misure volte a facilitare la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, prevede un esonero al 100% dei contributi previdenziali per le madri lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato.

A chi è rivolta l’agevolazione?

In particolare, l’agevolazione riguarda le madri di tre o più figli, che avranno così diritto all’esonero contributivo fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio minore. Per il 2024, l’esonero è stato esteso sperimentalmente anche alle madri di due figli, fino al decimo anno di età del figlio minore. Questa misura rappresenta un significativo sostegno economico per le famiglie, garantendo alle lavoratrici il mantenimento dei diritti previdenziali.

A quanto ammonta il Bonus Mamme?

Non si tratta di un vero e proprio Bonus, nel senso tradizionale di un bonus monetario. L’agevolazione rappresenta un’esenzione al 100% dei contributi previdenziali dovuti sui salari delle lavoratrici madri che rientrano nei criteri definiti. Questo significa che per il periodo di validità dell’esonero, le lavoratrici madri non sono tenute a versare i contributi previdenziali normalmente dovuti all’INPS. Viene così offerto un sostegno indiretto attraverso il risparmio sui costi contributivi. Insomma, i contributi trattenuti dallo stipendio non ci sono e quindi lo stipendio sale. Il tutto nel limite di 250 euro di “risparmio” mensile: ovvero il “bonus” non può comunque eccedere i 250 euro mensili.

Il Bonus Mamme influisce sui diritti pensionistici delle mamme?

Si potrebbe pensare che le madri lavoratrici ci rimettano per il fatto che non vengano trattenuti contributi sulla loro busta paga. L’obiettivo di tale iniziativa è, però, duplice: da un lato, alleggerire il carico contributivo delle famiglie numerose, dall’altro, promuovere la natalità e sostenere l’occupazione femminile. L’INPS sottolinea che tale esonero non influisce sui diritti pensionistici delle lavoratrici, assicurando così un equilibrio tra sostegno alla maternità e tutela delle carriere lavorative.

Cosa deve fare la mamma per avere diritto all’esonero contributivo?

Per ottenere l’esonero contributivo, la lavoratrice madre deve soddisfare i requisiti previsti dalla normativa, tra cui avere tre o più figli (o due, in base alle disposizioni sperimentali del 2024) e essere in un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. È necessario che le madri interessate, per il tramite dei loro datori di lavoro, presentino apposita domanda all’INPS, seguendo le procedure e i termini indicati nelle circolari e nelle disposizioni normative emanate. Per una guida dettagliata sul processo di domanda, è consigliabile consultare il sito ufficiale dell’INPS.

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dott. Mario Clericuzio – Dottore Commercialista e Revisore Legale