Negli ultimi anni, il tema della parità di genere è diventato centrale nel dibattito pubblico e nelle politiche aziendali, spinto sia da un’evoluzione culturale sia da precise normative. Promuovere l’equilibrio tra uomini e donne nei luoghi di lavoro non è più solo una questione etica, ma un fattore strategico per la competitività delle imprese. In questo contesto si inserisce la certificazione della parità di genere, uno strumento introdotto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con l’obiettivo di incentivare le organizzazioni a dotarsi di sistemi concreti per ridurre il divario di genere e valorizzare le competenze femminili.
Ma in cosa consiste esattamente questa certificazione? E perché oggi rappresenta un’opportunità che le imprese non possono permettersi di ignorare?
CHE COS'E' LA CERTIFICAZIONE DELLA PARITA' DI GENERE?
La certificazione della parità di genere è uno strumento che consente alle imprese di attestare il proprio impegno concreto nel promuovere condizioni di lavoro eque e inclusive tra uomini e donne. Non si tratta di una semplice dichiarazione d’intenti, ma di un sistema strutturato che valuta, attraverso indicatori, il livello di equità presente in azienda sotto diversi aspetti: dalla governance alle politiche retributive, dalla gestione delle risorse umane al supporto alla genitorialità.
L’obiettivo è quello di valorizzare le buone pratiche aziendali in tema di inclusione e pari opportunità, stimolando le organizzazioni ad adottare modelli di gestione orientati alla diversità e all’equilibrio di genere. Ottenere la certificazione significa quindi formalizzare l’attenzione dell’azienda per queste tematiche, comunicandola in modo credibile a dipendenti, clienti, partner e istituzioni, a quelli, cioè, che in gergo tecnico si chiamano "stakeholder".
COME VIENE VALUTATA UN'IMPRESA?
Per ottenere la certificazione, un’azienda deve dimostrare di impegnarsi su sei aspetti fondamentali:
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Cultura e strategia – L’azienda deve promuovere un ambiente inclusivo e rispettoso, dove la parità di genere è parte della visione e dei valori aziendali.
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Ruoli decisionali – Deve esserci un equilibrio tra uomini e donne nei ruoli di responsabilità, come dirigenti o membri del consiglio di amministrazione.
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Gestione del personale – I processi di assunzione, formazione e crescita devono essere equi e trasparenti, senza favoritismi o discriminazioni.
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Opportunità di carriera per le donne – L’azienda deve offrire le stesse possibilità di crescita e avanzamento professionale a tutti, senza ostacoli legati al genere.
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Parità salariale – A parità di ruolo e responsabilità, uomini e donne devono ricevere lo stesso stipendio.
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Equilibrio tra lavoro e vita privata – L’azienda deve favorire la conciliazione dei tempi, ad esempio con orari flessibili, smart working o supporto alla genitorialità.
COME SI OTTIENE LA CERTIFICAZIONE?
Per ottenere la certificazione, l’azienda deve seguire un percorso preciso. Prima di tutto, deve analizzare la propria situazione interna, per capire quanto è già orientata alla parità e dove può migliorare. Poi deve organizzare il lavoro in modo nuovo, adottando regole, procedure e obiettivi chiari per migliorare l’equità tra uomini e donne.
Una volta fatto questo, l’azienda può rivolgersi a un ente accreditato, cioè a un organismo esterno autorizzato a rilasciare la certificazione. Questo ente effettua dei controlli (che si chiamano "audit"), verifica i dati e le azioni messe in campo e, se tutto è in regola, rilascia il certificato, che ha validità triennale, con verifiche ogni anno per controllare che l’impegno venga mantenuto.
PERCHE' CONVIENE ALLE IMPRESE?
Ottenere la certificazione della parità di genere non è solo una questione di immagine: ci sono anche vantaggi concreti.
La legge 162/2021 ha introdotto un esonero dal versamento dell'1% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro privati che ottengono la certificazione di parità di genere. Questo beneficio, fino a un massimo di 50.000 euro annui, è riservato a chi possiede la certificazione rilasciata dagli organismi accreditati.
L'Inps, con il messaggio 30 dicembre 2024, n. 4479, ha stabilito che le aziende possono richiedere l'esonero per le certificazioni ottenute entro il 31 dicembre 2024, con scadenza per la presentazione delle domande fissata al 30 aprile 2025.
Inoltre, le aziende ottengono punteggi più alti quando partecipano a bandi pubblici e gare d’appalto.
Ma c’è di più: dimostrare attenzione alla parità di genere migliora la reputazione dell’azienda, la rende più attrattiva per i giovani talenti e contribuisce a creare un ambiente di lavoro più sereno e motivante. Investire sull’equità conviene: fa bene alle persone e fa crescere l’impresa.
COSA POSSIAMO FARE PER TE?
Lo Studio Clericuzio è a disposizione delle imprese che desiderano avviare il percorso verso la certificazione della parità di genere. Possiamo supportarti nell’analisi dei processi aziendali, nell’impostazione delle politiche interne e nella predisposizione della documentazione necessaria per affrontare con successo l’iter di certificazione.
Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come trasformare l’impegno per l’equità in un’opportunità concreta di crescita.
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dott. Mario Clericuzio - Dottore Commercialista e Revisore Legale